Giallo a Roma: trovata morta ex giavellottista sul lungotevere – fu bronzo nell’eptathlon ai campionati africani

ROMA – tesserata per la Ca.Ri.Ri di Rieti nel 2012, è stata trovata morta in circostanze sospette l’ex giavellottista tunisina Imen Chatbouri.

Stando al Messaggero, pagina di Roma, il corpo della donna oggi 37enne, è stato trovato privo di vita sulla banchina del Tevere poco prima di Ponte Sisto. La ragazza avrebbe presentato il volto tumefatto e una posizione innaturale, che, stando invece al Corriere della Sera, sarebbe poco compatibile con una caduta dai muraglioni prospicienti il ritrovamento. Ecco cosa scrive oggi proprio la pagina romana del Corriere:

“I capelli, lunghi e ricci, tinti di biondo, distesi sul selciato, la tuta sportiva nera ancora pulita, come le scarpe da ginnastica bianche. Un braccio alzato in una posa innaturale, il volto segnato da profonde lesioni: sarà ora l’autopsia a cercare di stabilire se Imen sia morta dopo essere stata aggredita o se sia caduta rovinosamente da sola sulla banchina, magari – è solo un’ipotesi – dopo un volo dal muraglione. Difficile però pensare a un suicidio: il corpo è troppo vicino alla parete coperta di murales”.

Stando sempre al Messaggero, versione online:

“Pam, che con Imen fino a pochi mesi fa condivideva casa nei pressi di piazza Pio XI, zona Aurelio, è però convinta che non possa trattarsi di una disgrazia o di un suicidio: «Era felice perché le era stato accordato anche il reddito di cittadinanza – dice – non avrebbe più avuto problemi economici. Aveva lottato tanto per la vita affrontando e vincendo ben due tumori. Difficile credere che possa avere fatto un gesto volontario o che abbia perso l’equilibro, anche se beveva, con il suo fisico muscoloso e mascolino reggeva l’alcol»

Nella ricostruzione della storia della sua vita, si legge che una volta arrivata a Roma, circa 10 anni fa, l’attività atletica si era infranta “in un menage familiare molto diverso da quello che aveva sognato accanto al suo marito di origine palermitana“.

Si legge anche del tentativo di riprendere l’atletica con la Studentesca Rieti: “Ma si allenò davvero per poco, al giavellotto, forse un paio di mesi, poi sparì” dice Alberto Milardi, sentito dal Messaggero. Nello stesso pezzo si racconta come le amiche sapessero delle violenze subite in ambito familiare e che alla fine si fosse separata. Da quel momento la sua vita sarebbe cambiata, iniziando a bere.

La ragazza è conosciuta anche come Imen Chatbri: detiene ancora il record tunisino dell’eptathlon con 5.103 punti e un personale nel giavellotto di 49.30 (qui la sua scheda sul sito della IAAF).

Ora le indagini chiariranno il mistero di questa tragica morte.